-Filatura ad umido
Il polimero viene fatto solubilizzare in solventi che lo rendono liquido-viscoso. La filiera si trova immersa in una vasca contenente un bagno acquoso, in modo che l’estrusione del polimero avvenga in un ambiente umido. Le fibre vengono fatte passare nel bagno, che le fa coagulare e le consolida.

- Filatura a secco
Il polimero viene fatto sciogliere in una soluzione contenente un solvente. Subito dopo l’estrusione il polimero viene in contatto con un flusso di aria calda che fa evaporare il solvente e consolida la fibra.

- filatura mediante fusione.

Il polimero viene portato allo stato liquido attraverso fusione per calore. Subito dopo l’estrusione il polimero viene in contatto con un flusso di aria fredda che solidifica e consolida la fibra. Dopo la fase di filatura le varie fibre vengono raccolte assieme a formare un unico filo. Solitamente, subito dopo la fase di filatura, sul filo viene applicato un olio chiamato enzimaggio, che serve a lubrificare il filo, coesionare le singole fibre, proteggerle dalla formazione di cariche elettrostatiche. A volte il filo viene sottoposto all’azione di un getto d’aria a pressione controllata, che facendo sbattere le fibre contro una parete, fa sì che possano ingarbugliarsi fra loro in alcuni punti. Questa tecnica è chiamata interlacciatura ad aria e consente di formare un certo numero di punti di interlacciatura lungo il filo. Il filo viene quindi raccolto, tramite una macchina denominata bobinatrice, su supporti chiamati tubes. Una caratteristica fondamentale dei fili da fibre chimiche è l’orientamento delle catene molecolari all’interno delle fibre. L’orientamento viene ottenuto tramite un’azione meccanica di stiro delle fibre. Lo stiro viene impartito alle fibre già in fase di filatura od in una fase successiva. Attraverso lo stiro si crea uno scorrimento delle catene molecolari, orientandole lungo l’asse longitudinale della fibra: questa operazione aumenta la cristallinità della fibra, modificandone le proprietà meccaniche., Dettaglio glossario tessile, aspatura, vaporizzo,, fibra, tessitura,maglieria, manutenzione, qualità, ruotismi, lavorazione del cotone, prime lavorazioni, processo produttivo, Filatura, Organizzazione, Filatura Virtuale,Glossario Tessile, Software Conversione titoli">
-Filatura ad umido
Il polimero viene fatto solubilizzare in solventi che lo rendono liquido-viscoso. La filiera si trova immersa in una vasca contenente un bagno acquoso, in modo che l’estrusione del polimero avvenga in un ambiente umido. Le fibre vengono fatte passare nel bagno, che le fa coagulare e le consolida.

- Filatura a secco
Il polimero viene fatto sciogliere in una soluzione contenente un solvente. Subito dopo l’estrusione il polimero viene in contatto con un flusso di aria calda che fa evaporare il solvente e consolida la fibra.

- filatura mediante fusione.

Il polimero viene portato allo stato liquido attraverso fusione per calore. Subito dopo l’estrusione il polimero viene in contatto con un flusso di aria fredda che solidifica e consolida la fibra. Dopo la fase di filatura le varie fibre vengono raccolte assieme a formare un unico filo. Solitamente, subito dopo la fase di filatura, sul filo viene applicato un olio chiamato enzimaggio, che serve a lubrificare il filo, coesionare le singole fibre, proteggerle dalla formazione di cariche elettrostatiche. A volte il filo viene sottoposto all’azione di un getto d’aria a pressione controllata, che facendo sbattere le fibre contro una parete, fa sì che possano ingarbugliarsi fra loro in alcuni punti. Questa tecnica è chiamata interlacciatura ad aria e consente di formare un certo numero di punti di interlacciatura lungo il filo. Il filo viene quindi raccolto, tramite una macchina denominata bobinatrice, su supporti chiamati tubes. Una caratteristica fondamentale dei fili da fibre chimiche è l’orientamento delle catene molecolari all’interno delle fibre. L’orientamento viene ottenuto tramite un’azione meccanica di stiro delle fibre. Lo stiro viene impartito alle fibre già in fase di filatura od in una fase successiva. Attraverso lo stiro si crea uno scorrimento delle catene molecolari, orientandole lungo l’asse longitudinale della fibra: questa operazione aumenta la cristallinità della fibra, modificandone le proprietà meccaniche.,IL COTONE - dalla piantagione al tessuto: dettaglio glossario tessile, controllo qualità, filati tessuti, del cotone, torcitura doppia torsione, aspatura, vaporizzo, ,La fibra, la raccolta, Le prime lavorazioni, Tutto il processo produttivo, Filatura, Tessitura, Maglieria, Organizzazione, Qualità, Fogli di calcolo, Sondaggi, Filatura Virtuale, Glossario Tessile, Software Conversione titoli, ruotidmi filatoi marzoli nsf4, ed altro">
-Filatura ad umido
Il polimero viene fatto solubilizzare in solventi che lo rendono liquido-viscoso. La filiera si trova immersa in una vasca contenente un bagno acquoso, in modo che l’estrusione del polimero avvenga in un ambiente umido. Le fibre vengono fatte passare nel bagno, che le fa coagulare e le consolida.

- Filatura a secco
Il polimero viene fatto sciogliere in una soluzione contenente un solvente. Subito dopo l’estrusione il polimero viene in contatto con un flusso di aria calda che fa evaporare il solvente e consolida la fibra.

- filatura mediante fusione.

Il polimero viene portato allo stato liquido attraverso fusione per calore. Subito dopo l’estrusione il polimero viene in contatto con un flusso di aria fredda che solidifica e consolida la fibra. Dopo la fase di filatura le varie fibre vengono raccolte assieme a formare un unico filo. Solitamente, subito dopo la fase di filatura, sul filo viene applicato un olio chiamato enzimaggio, che serve a lubrificare il filo, coesionare le singole fibre, proteggerle dalla formazione di cariche elettrostatiche. A volte il filo viene sottoposto all’azione di un getto d’aria a pressione controllata, che facendo sbattere le fibre contro una parete, fa sì che possano ingarbugliarsi fra loro in alcuni punti. Questa tecnica è chiamata interlacciatura ad aria e consente di formare un certo numero di punti di interlacciatura lungo il filo. Il filo viene quindi raccolto, tramite una macchina denominata bobinatrice, su supporti chiamati tubes. Una caratteristica fondamentale dei fili da fibre chimiche è l’orientamento delle catene molecolari all’interno delle fibre. L’orientamento viene ottenuto tramite un’azione meccanica di stiro delle fibre. Lo stiro viene impartito alle fibre già in fase di filatura od in una fase successiva. Attraverso lo stiro si crea uno scorrimento delle catene molecolari, orientandole lungo l’asse longitudinale della fibra: questa operazione aumenta la cristallinità della fibra, modificandone le proprietà meccaniche., Dettaglio glossario tessile, concepita per rilevare difetti «rari» del filato come tratti fini o ingrossamenti. Con le nuove tecnologie e con l’evolversi dell’elettronica si è aperta una nuova strada nella garanzia della qualità, dando al produttore del filato la possibilità di migliorare decisamente la qualità del prodotto."> IL COTONE dalla piantagione al tessuto, FIBRE CHIMICHE, Le Fibre Chimiche Artificiali:<br> Si ottengono trattando la cellulosa naturale di piante diverse (la stessa che costituisce le fibre vegetali), opportunamente trasformata e sciolta con solventi, e successivamente filata sotto forma di fibra tessile in filo continuo oppure in fiocco (fibra discontinua).<br> Coprono attualmente in europa circa l'11% dei consumi dell'industria tessile. (Modal, Acetato, Cupro, Lyocell, Viscosa ...).<br> Le Fibre Chimiche Sintetiche :<br><br> Fibre derivate da sostanze organiche di sintesi che vengono polimerizzate ottenendo lunghe catene molecolari (macromolecole) filabili sottoforma di filo continuo o di fiocco (fibra discontinua). Coprono attualmente in europa circa il 55% dei consumi dell'industria tessile.<br> ( Acrilica,Modacrilica,Poliammidica, Poliestere, Polipropilenica, Poliuretanica).<br> La filatura delle fibre chimiche, sia sintetiche che artificiali, ha inizio con la trasformazione del polimero dallo stato solido a quello liquido-viscoso.<br> Questa operazione viene attuata per mezzo di fusione o soluzione.<br> Il polimero viene successivamente spinto, tramite una pompa, attraverso una filiera forata.<br><br> La filiera è un disco di metallo che presenta un certo numero di fori di diametro definito. Il polimero allo stato liquido-viscoso, passando attraverso la filiera, acquista una dimensione determinata dal foro: tanto più i fori sono piccoli, tanto più il polimero verrà estruso con un diametro ridotto.<br> Questa fase è detta estrusione o filatura.<br> Le più recenti tecnologie consentono di realizzare filiere con fori del diametro di pochi millesimi di millimetro, come quelle impiegate nella realizzazione delle microfibre. Una volta che il polimero esce dalla filiera, viene solidificato, formando tante singole fibre (dette anche filamenti o bave).<br> Esistono due sistemi di filatura delle fibre chimiche.<br><br> - filatura mediante solvente, che può essere a umido o a secco.<br> <img border="0" src="/Cotton/Photo_Glossario/13.jpg"><br> -Filatura ad umido<br> Il polimero viene fatto solubilizzare in solventi che lo rendono liquido-viscoso. La filiera si trova immersa in una vasca contenente un bagno acquoso, in modo che l’estrusione del polimero avvenga in un ambiente umido. Le fibre vengono fatte passare nel bagno, che le fa coagulare e le consolida.<br> <img border="0" src="/Cotton/Photo_Glossario/14.jpg"><br> - Filatura a secco<br> Il polimero viene fatto sciogliere in una soluzione contenente un solvente. Subito dopo l’estrusione il polimero viene in contatto con un flusso di aria calda che fa evaporare il solvente e consolida la fibra.<br><br> - filatura mediante fusione.<br> <img border="0" src="/Cotton/Photo_Glossario/15.jpg"><br> Il polimero viene portato allo stato liquido attraverso fusione per calore. Subito dopo l’estrusione il polimero viene in contatto con un flusso di aria fredda che solidifica e consolida la fibra. Dopo la fase di filatura le varie fibre vengono raccolte assieme a formare un unico filo. Solitamente, subito dopo la fase di filatura, sul filo viene applicato un olio chiamato enzimaggio, che serve a lubrificare il filo, coesionare le singole fibre, proteggerle dalla formazione di cariche elettrostatiche. A volte il filo viene sottoposto all’azione di un getto d’aria a pressione controllata, che facendo sbattere le fibre contro una parete, fa sì che possano ingarbugliarsi fra loro in alcuni punti. Questa tecnica è chiamata interlacciatura ad aria e consente di formare un certo numero di punti di interlacciatura lungo il filo. Il filo viene quindi raccolto, tramite una macchina denominata bobinatrice, su supporti chiamati tubes. Una caratteristica fondamentale dei fili da fibre chimiche è l’orientamento delle catene molecolari all’interno delle fibre. L’orientamento viene ottenuto tramite un’azione meccanica di stiro delle fibre. Lo stiro viene impartito alle fibre già in fase di filatura od in una fase successiva. Attraverso lo stiro si crea uno scorrimento delle catene molecolari, orientandole lungo l’asse longitudinale della fibra: questa operazione aumenta la cristallinità della fibra, modificandone le proprietà meccaniche.,Dettaglio glossario tessile, ALTRE prove di qualità sul cotone, difetti nella lavorazione del cotone, cardare, molatura delle guarnizioni guarnizioni metalliche per cotone, lavorazioni complementari del cotone, torci

 

 

 


 




 


 

FIBRE CHIMICHE

Le Fibre Chimiche Artificiali:
Si ottengono trattando la cellulosa naturale di piante diverse (la stessa che costituisce le fibre vegetali), opportunamente trasformata e sciolta con solventi, e successivamente filata sotto forma di fibra tessile in filo continuo oppure in fiocco (fibra discontinua).
Coprono attualmente in europa circa l'11% dei consumi dell'industria tessile. (Modal, Acetato, Cupro, Lyocell, Viscosa ...).
Le Fibre Chimiche Sintetiche :

Fibre derivate da sostanze organiche di sintesi che vengono polimerizzate ottenendo lunghe catene molecolari (macromolecole) filabili sottoforma di filo continuo o di fiocco (fibra discontinua). Coprono attualmente in ...

...ente in europa circa il 55% dei consumi dell'industria tessile.
( Acrilica,Modacrilica,Poliammidica, Poliestere, Polipropilenica, Poliuretanica).
La filatura delle fibre chimiche, sia sintetiche che artificiali, ha inizio con la trasformazione del polimero dallo stato solido a quello liquido-viscoso.
Questa operazione viene attuata per mezzo di fusione o soluzione.
Il polimero viene successivamente spinto, tramite una pompa, attraverso una filiera forata.

La filiera è un disco di metallo che presenta un certo numero di fori di diametro definito. Il polimero allo stato liquido-viscoso, passando attraverso la filiera, acquista una dimensione determinata dal foro: tanto più i fori sono piccoli, tanto più il polimero verrà estruso con un diametro ridotto.
Questa fase è detta estrusione o filatura.
Le più recenti tecnologie consentono di realizzare filiere con fori del diametro di pochi millesimi di millimetro, come quelle impiegate nella realizzazione delle microfibre. Una volta che il polimero esce dalla filiera, viene solidificato, formando tante singole fibre (dette anche filamenti o bave).
Esistono due sistemi di filatura delle fibre chimiche.

- filatura mediante solvente, che può essere a umido o a secco.

-Filatura ad umido
Il polimero viene fatto solubilizzare in solventi che lo rendono liquido-viscoso. La filiera si trova immersa in una vasca contenente un bagno acquoso, in modo che l’estrusione del polimero avvenga in un ambiente umido. Le fibre vengono fatte passare nel bagno, che le fa coagulare e le consolida.

- Filatura a secco
Il polimero viene fatto sciogliere in una soluzione contenente un solvente. Subito dopo l’estrusione il polimero viene in contatto con un flusso di aria calda che fa evaporare il solvente e consolida la fibra.

- filatura mediante fusione.

Il polimero viene portato allo stato liquido attraverso fusione per calore. Subito dopo l’estrusione il polimero viene in contatto con un flusso di aria fredda che solidifica e consolida la fibra. Dopo la fase di filatura le varie fibre vengono raccolte assieme a formare un unico filo. Solitamente, subito dopo la fase di filatura, sul filo viene applicato un olio chiamato enzimaggio, che serve a lubrificare il filo, coesionare le singole fibre, proteggerle dalla formazione di cariche elettrostatiche. A volte il filo viene sottoposto all’azione di un getto d’aria a pressione controllata, che facendo sbattere le fibre contro una parete, fa sì che possano ingarbugliarsi fra loro in alcuni punti. Questa tecnica è chiamata interlacciatura ad aria e consente di formare un certo numero di punti di interlacciatura lungo il filo. Il filo viene quindi raccolto, tramite una macchina denominata bobinatrice, su supporti chiamati tubes. Una caratteristica fondamentale dei fili da fibre chimiche è l’orientamento delle catene molecolari all’interno delle fibre. L’orientamento viene ottenuto tramite un’azione meccanica di stiro delle fibre. Lo stiro viene impartito alle fibre già in fase di filatura od in una fase successiva. Attraverso lo stiro si crea uno scorrimento delle catene molecolari, orientandole lungo l’asse longitudinale della fibra: questa operazione aumenta la cristallinità della fibra, modificandone le proprietà meccaniche.






***************

IL COTONE -dalla piantagione al tessuto- di Massimo Moretti
DOWNLOAD Glossario Tessile

Questa Definizione è stata vista n° 116 Volte


Cerca ancora




 

 

 

 

 

 

Utenti connessi: 522 | Sei il visitatore n° 6071
© Copyright -All Reserved. | Email |