FIBRE TESSILI

Sostanze prodotte dalla natura o dalla chimica che per la loro forma e proprietà si prestano ad essere trasformate in filati e in tessuti. Possono essere animali, vegetali, minerali, artificiali e sintetiche. dalle parole latine fibra e textilis " concernente la tessitura".Indica un elemento di materia di origine naturale, artificiale e sintetica, caratterizzato da flessibilità ed elevato rapporto fra lunghezza e diametro, atta ad essere trasformata in filo o manufatto tessile. In senso specifico indica un filamento tessile di spessore non superiore a 100 micron (o millesimi di millimetro) e con larghezza limitata ma molto superiore allo spessore. Dando al rapporto lunghezza/spessore un valore ...

...ore adeguato e allo spessore un valore di pochi micron acquistano proprietà tessili materiali come il vetro , l'acciaio, ecc. Si definiscono fibre continue quel gruppo di fibre tessili che hanno una lunghezza illimitata, come la seta (800 mt. ca.), o le fibre artificiali e sintetiche ottenute per estrusione. La lunghezza di una fibra è molto importante per la sua filabilità (minimo 1 cm.). Il numero di sostanze che si possono definire fibre tessili è assai alto, ma in realtà non tutte sono suscettibili di applicazioni pratiche perché devono rispondere a determinate caratteristiche tecnologiche di finezza, lunghezza, resistenza meccanica.Tutte le fibre tessili sono formate da polimeri. I polimeri idonei alla formazione di fibre sono strutture lineari costituite dalle cosiddette macromolecole che, a loro volta, sono formate da migliaia di molecole elementari chimicamente legate, una dopo l'altra, in una catena lineare.PRINCIPALI CARATTERISTICHE DELLE FIBRE TESSILI:Il titolo - indica la finezza di un filo, ed è espresso in peso per unità di lunghezza (tex=grammi/1.000 metri, oppure ditex=grammi/10.000 metri);La tenacità - indica la sua resistenza alla trazione, sino alla rottura;L'estensibilità - indica la capacità di allungarsi sotto l'azione di una forza;L'elasticità - indica la capacità di riprendere le dimensioni primitive dopo aver subito una deformazione;L'igroscopicità - indica l'attitudine o meno di assorbire umidità;La coibenza - indica la capacità di non trasmettere calore.Mentre non vi è dubbio che cosa si deve intendere per fibre naturali, la distinzione tra artificiali e sintetiche non è ben netta; vi è la tendenza ad abolire il termine artificiali e parlare solo di fibre chimiche o di tecnofibre, in analogia all'espressione (riferito alle fibre) man-made fibres degli anglosassoni che si può tradurre "fabbricate dall'uomo".Le fibre si dividono in:A) Fibre naturali --Sono le fibre che si trovano già in natura sotto forma di filamenti più o meno lunghi. A loro volta si dividono in:a1) fibre animali con un ulteriore divisione da bulbo pilifero (lana); da pelo (alpaca, angora, cammello lana, cashmere, castoro, guanaco, jack, lama, lontra, mohair, vigogna, ecc.); da crine o pelo (pelo bovino, crine di cavallo, ecc.).a2) fibre vegetali che a loro volta si dividono da seme (cotone); da libro o stelo (canapa, gelsomino, ginestra, ibisco, juta, lino, ortica, ramiè, ecc.); da foglia (abacà, agave, alfa, sparto, ecc.); da frutto (cocco, kapoc); da alghe o olginiche (seta marina).a3) fibre minerali da roccia (amianto)B) Fibre chimiche - Sono le fibre create dall'uomo mediante processi industriali fisico-chimici, partendo da materie prime esistenti in natura. Per ottenere questo tipo di fibre si trasformano dei monomeri (da monos = uno e meros = parte) in polimeri (da poli = molti e mero = parte) e questi in materiali fibrosi, sotto forma di filo continuo o di fiocco (cioè filo tagliato a varie lunghezze). Tecnologie molto sofisticate permettono poi di diversificare le fibre modificandone le caratteristiche secondo l'impiego specifico. La molteplicità delle fibre chimiche programmabili e la loro capacità di adattamento sono oggi superiori a quelle delle fibre naturali (rappresentano ca. il 60% di tutte le fibre impiegate nell'industria tessile).Si ha una prima divisione in:fibre organiche - Quelle da polimeri naturali (fibre artificiali); da polimeri sintetici (fibre sintetiche); da carta.fibre inorganiche - Quelle costituite da polimero sintetico (vetro tessile, carbonio); da metallo (metallica, metallizzata).Le fibre chimiche possono a loro volta essere suddivise in:b1) Fibre artificiali - Sono ricavate sottoponendo a particolari trattamenti chimici polimeri (macromolecole) lineari già esistenti in natura che va estratto e trasformato. Fra le più importanti vi sono le cellulosiche, ottenute partendo dalla cellulosa pura (viscosa, cupro, modal, ecc.) o acetilata (acetato, triacetato, ecc.). I limiti delle fibre artificiali, oltre che in fatto di caratteristiche e prestazioni tecnico-applicative, si ritrovano nel fatto che usano come materia prima le conifere vegetali che hanno un ciclo di ripristino di circa 20 anni.b2) Fibre sintetiche - Sono le fibre ottenute attraverso procedimenti di sintesi chimica sulla base di varie materie tra cui principalmente i sottoprodotti della distillazione del carbone e del petrolio. Il polimero viene prodotto dall'uomo, in genere per aggregazione di molecole di monomeri elementari di sintesi. Questa aggregazione si chiama "polimerizzazione" e può avvenire secondo due principi: la policondensazione e la poliaddizione. La policondensazione è una sequenza di reazioni tra monomeri uguali o diversi tra di loro, tutti dotati almeno di due gruppi funzionali, in grado di interagire formando legami che interconnettono le molecole singole in catene più o meno lunghe (i monomeri vengono uniti tra di loro mediante i legami per formare il polimero). La poliaddizione è una serie di reazioni tra monomeri uguali o diversi tra loro (comonomeri) caratterizzati, in genere, da doppi legami, cioè da una carica di energia interna in grado di trasformarsi sotto l'azione di particolari sostanze avvivanti dette "catalizzatori", in legami tra individuo e individuo, fino a formare catene polimeriche più o meno lunghe (è come quando una folla disordinata di individui si mette in fila a un certo segnale e i vari individui si uniscono fra di loro in catene dandosi la mano).Sono in costante evoluzione per offrire sempre nuove prestazioni in termini di comfort, estetica, sicurezza e rispetto ambientale. Dipendono da risorse "oil" le cui giacenze naturalmente non sono illimitate, oltre ad avere processi altamente inquinanti (specie per le emissioni CO2). Fra le più importanti vi sono il poliammide (nylon), poliestere, politene, acrilico, elastan, ecc.






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IL COTONE -dalla piantagione al tessuto- di Massimo Moretti
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