CANAPA

Pianta dalla quale si estrae, mediante macerazione e battitura, una fibra tessile impiegata anche per i tessuti. Pianta erbacea col fusto alto da 2 a 6 metri. Le sue fibre devono essere sottoposte a macerazione prima delle operazioni di filatura e tessitura; si presta alla produzione di tessuti piuttosto ruvidi (tela da sacchi e da vele) o di corde; ora è di moda nell'arredamento, mentre in passato si adoperava per la biancheria. contrariamente a quanto riportano alcuni testi che la parola derivi dal latino cannabis, "canna" lo stesso non può essere di origine indeuropea a causa del fatto che in un trisillabo indeuropeo la sillaba finale deve contenere un morfema derivazionale indeuropeo: nel ...

... termine cannabis, invece, la sillaba -bi- non corrisponde ad alcuno dei pur numerosi morfemi derivazionali indeuropei che ben conosciamo. Questo esclude tecnicamente ogni relazione con una base derivazionale come quella della parola canna. Deve perciò trattarsi di un prestito da lingua anaria entrato nelle lingue indeuropee a partire dal VI secolo a.C. con la commercializzazione del prodotto. I Greci adottarono il nome e il prodotto, con il suo nome grecizzatosi diffuse alle altre culture [Giampaoli G., Museo della Canapa, Regione Umbria, 2008 in collaborazione al dipartimento di Glottologia dell'Università di Perugia].Fibra tessile estratta dal libro (liber in latino) della canapa (Cannabis Sativa, cioè la canapa industriale), dalla quale si estrae, mediante macerazione e battitura, trasformandola in filato; pianta annuale, di notevole varietà morfologica e fisiologica, con forme precoci e tardive. Il fusto è conico e ha un diametro di circa 5 cm., costulato, cavo a maturazione, ramificato nelle piante più distanziate, può raggiungere l'altezza di 4 o 5 metri. La coltivazione della canapa non richiede diserbanti né pesticidi, e non esaurisce le risorse del terreno (in tal senso è considerata una fibra ecologica). E' coltivata oggi in molte regioni a clima temperato o temperato/freddo come l'Europa e la si sta reintroducendo in Italia, legata al fatto di nuove tecniche di produzione che eliminano gran parte della mano d'opera. Il processo di tintura in pezza si svolge pressappoco con le stesse peculiarità adottate per i tessuti di lino, con qualche diversificazione (Bruciapelo, Purga, Sodatura a foulard, Candeggio). Nel settore tessile le nuove tecnologie a basso impatto ambientale permettono di lavorarla sino ad ottenere una versatilità finora sconosciuta, anche mischiata ad altre fibre.CARATTERISTICHE: E' una fibra poco elastica e piuttosto rigida (perciò i tessuti di canapa si sgualciscono facilmente) di aspetto ruvido, il filo di canapa, grazie alla sua particolare struttura molecolare, è caldo d'inverno e fresco d'estate; assorbe l'umidità (igroscopicità: 30% - tasso di ripresa ufficiale: 12%) quasi quanto il lino (igroscopicità: 20% - tasso di ripresa ufficiale: 12%), ma resiste agli strappi tre volte tanto; effettua un micro - massaggio sulla pelle; protegge fino al 95% dai raggi UVA nocivi per la pelle.- Comportamento alla fiamma: Brucia con fiamma giallastra, con odore di carta bruciata, lasciando ceneri biancastre leggere. - Effetto del calore: A 120° C ingiallisce, a 150° C dopo 5 ore si decompone. - Effetto delle tarme: Non attaccata.IMPIEGHI: tessuti sia di arredamento che raramente da abbigliamento. Nel settore automobilistico nei rivestimenti interni. In campo cosmetico prodotti a base di olio di semi di canapa, hanno eccellenti proprietà emollienti e dalla combustione non tossica.MANUTENZIONE: la canapa va stirata con ferro molto caldo (2 pallini), meglio se si inumidisce il tessuto prima di stirare.CODICE TESSILE: CA (EURATEX). francese: chanvre inglese: hemp tedesco: Hanf spagnolo: canamo. STORIA - Originaria dell'Asia e sembra che venisse coltivata in Cina già 5.000 anni fa. Era nota nel mondo latino un secolo prima di Cristo, ma esistono pochi cenni sulla sua utilizzazione, essendo di gran lunga preponderante il lino. In Italia la canapa fornì la fibra predominante per la tessitura casalinga delle nostre popolazioni povere fino al XIX secolo; il lino fu riservato alle classi sociali più agiate, e la seta alla nobiltà. In Italia un grande incremento fu dato dal Regime fascista che elesse la coltivazione della canapa ad "attività autarchica al cento per cento". Finita la seconda guerra mondiale decadde di colpo, fino a sparire del tutto in pochissimi anni. In Italia scompare negli anni '70 a causa di una errata interpretazione della legge che proibisce la coltivazione della Cannabis (Cannabis indica, la canapa indiana), per ragioni preventive in merito all'uso di sostanze stupefacenti; tutto questo quando, paradossalmente, l'Unione Europea, ha stabilito fin dal '71, che possono beneficiare dell'aiuto economico le varietà di canapa il cui contenuto di THC (tetraidrocannabinolo, cioè il principio attivo dell'allucinogeno) non superi lo 0,2% (Circolare MIPAF n° 18/2002). Si è riaffacciata nel 1988.CURIOSITA' - Quasi fino alla fine del XIX secolo, una percentuale stimata tra il 75 e il 90% della carta fabbricata nel mondo era prodotta con fibre di canapa, che costituivano la materia prima per libri, carte geografiche, banconote, carte valori, giornali: oltre alla Bibbia di Gutenberg, primo esempio di opera stampata, risalente al 1455, anche le opere di Mark Twain, Victor Hugo, Alexandre Dumas furono stampati su carta di canapa, così come, nel 1776, la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti. Essendo una fibra forte e lucida, in grado di resistere al calore, alla muffa ed agli insetti e non venendo danneggiata dalla luce, pitture ad olio dipinte su tele di canapa si sono conservate in buone condizioni attraverso i secoli: i quadri di Rembrandt, di van Gogh e di altri famosi artisti (dal Rinascimento in poi) erano per lo più dipinti su tessuti di canapa.






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IL COTONE -dalla piantagione al tessuto- di Massimo Moretti
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