TABARRO

l'origine del termine è molto incerta; chi lo fa derivare dal latino medioevale tabarrus, chi invece dal francese antico tabart, e chi ancora dal latino tabae. Ampio mantello, da uomo, rotondo, a ruota, lungo fino al polpaccio in tessuto pesante in lana spesso reso impermeabile, con bavero e pellegrina. Per fare un tabarro sono necessari sei metri di tessuto. Il tabarro è formato da una ruota perfetta che bisogna tagliare in coppia; una sola cucitura passa lungo la schiena, per il resto non serve in quanto la stoffa è a "taglio vivo", avendo il tessuto una particolare compattatura che permette appunto di tagliarla senza dover cucire i bordi per evitare la sfilacciatura. Chiuso sul petto da un ...

...un bottone, che riproducono "mascheroni" veneziani (preferibilmente in argento), volendo con il collo di astrakan. Va indossato sull'abito o sopra il cappotto, in uso nei secoli scorsi ed ancora oggi in alcune regioni dell'Italia settentrionale. Identificabile con il tabarro è il vecchio ferraiolo (ferraiol in Veneto). In Emilia Romagna il tabarro è caparela. Tabarro a Venezia STORIA - A partire dal 1300 era indossato solitamente da persone importanti come medici, magistrati, ecclesiastici, caratterizzato da grandi strisce di stoffa attaccate al cappuccio. Nel 1500 si definisce tabarro una giacca elegante con maniche e aperta sul davanti, usata specialmente dagli scudieri del Doge di Venezia, che la portavano gettata sulle spalle senza infilare le maniche. Sempre nel 1500 era anche un grossolano indumento con cappuccio e cinto in vita, portato dai galeotti e dalla povera gente. Nel 1700 il tabarro diventa anche una sopravveste femminile più corta e leggera, spesso di colori chiari, detto tabarrino. Nel 1800, infine, si trasforma in un ampio mantello di uso borghese, completamente rotondo, con collo risvoltato e mantellina lunga quasi fino al gomito. Veniva indossato dagli uomini sull'abito o sul cappotto, ed era lasciato cadere diritto o rialzato da un lato per avvolgerlo intorno alle spalle con ampio panneggio. Di solito era grigio o nero. RIF. LETTERARIO - "Il Prete da Varlungo si giace con monna Belcolore; lasciale pegno un suo tabarro; e accattato da lei un mortaio; il rimanda e fa domandare il tabarro lasciato per ricordanza; rendelo proverbiando la buona donna." Giovanni Boccaccio - Decameron; Giornata ottava, Novella seconda.






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IL COTONE -dalla piantagione al tessuto- di Massimo Moretti
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