GUANTI

Indumenti antichissimi, se ne ha notizia in alcuni episodi mitologici e ne sono stati scoperti esemplari nella tomba di Tutancamen. Fin dalle loro origini hanno rappresentato un segno di distinzione legato al rango e al potere di chi li portava e solo in seguito sono diventati un accessorio utile per coprire le mani. Nel Rinascimento si usavano guanti dorati con fenditure per gli anelli. In Italia si fabbricavano guanti profumati e anche "avvelenati" alla moda di Cesare e Lucrezia Borgia. All'epoca del Re Sole nascevano i mitains: mezzi guanti che coprivano il dorso e il palmo della mano lasciando libere le dita per mostrare preziosi gioielli. Famosi i guanti alla moschettiera con una imboccatura ...

...boccatura molto ampia, in sintonia con quella degli stivali. Nel '700 erano abilissimi e ricercati i guantai napoletani; con l'lmpero i guanti, realizzati in capretto e con tenui ricami fatti con i capelli, diventavano lunghissimi e coprivano tutto il braccio fino alle ascelle. Qui si distinguevano i guantai parigini che iniziavano a firmare ogni loro creazione. Solo in questo periodo i guanti cominciavano a diventare utili per scaldare le mani: si iniziava a fare i mezzi guanti in maglia da tenere in casa. Nell' '800 i guanti femminili costituivano veri oggetti di tortura tanto erano stretti, secondo la moda per cui piedi e mani dovevano apparire piccoli. Nella Belle Époque i guanti da sera ritornavano lunghissimi e affusolati con una fessura all'altezza del polso per essere sfilati più comodamente. Nascevano poi i primi guanti sportivi, in pelle e in altri materiali e si diffondevano quelli in maglia






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IL COTONE -dalla piantagione al tessuto- di Massimo Moretti
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