OVATTA

dal francese ouate, voce di origine incerta, di cui si ha attestazione in un tardo latino medioevale wadda.Sono dei non tessuti a forma di falda (veli sottili sovrapposti) di fibre, più o meno parallele, che esce dal battitoio all'inizio delle operazioni di un qualsiasi materiale fibroso, in cui si lascia molta voluminosità al prodotto. Sono in genere utilizzati in confezione per spalline o per imbottiture vere e proprie tipo giacche a vento, giubbotti e pantaloni termici, ecc. La loro voluminosità fa si che tendono a perdere, con l'uso del capo, delle fibre e questo fatto potrebbe danneggiare con il tempo il capo di abbigliamento. Per questo specialmente nel caso di imbottitura queste ovatte ...

...e sono qualche volta racchiuse fra due non tessuti leggerissimi di 8-12 gr. m2, di basso costo ottenuti con il sistema ad umido. 1. L'ovatta comune è ottenuta dallo sfilacciamento (mediante una macchina detta sfilacciatrice) di scarti di tessuti o da materiali di recupero, e da successivi passaggi alla carda (cardatura).2. Oltre alle ovatte vegetali esistono quelle in tecnofibra, costituite da una teletta di fibre trapuntate a una garza, che ne rende più agevole l'applicazione.3. Altri tipi in tecnofibre, di spessore variabile, anziché trapuntati vengono spruzzati con precondensati di resine, generalmente acriliche, e passati in un forno per la polimerizzazione della resina.I tipi di ovatte descritti ai punti 1 e 2 sono impiegati per imbottiture per giacche e cappotti, per tessuti trapuntati, in tappezzeria (divani, poltrone), ecc. francese: ouater inglese: wadding tedesco: watte spagnolo: guata






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IL COTONE -dalla piantagione al tessuto- di Massimo Moretti
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