LINO

dal latino linum.Pianta erbacea (Linum Usitatissimum) della famiglia delle Linacee, poco ramificata e con piccoli fiori di un colore variabile dal bianco all'azzurro intenso, che fioriscono solo per un giorno, da cui si ricava l'omonima fibra. Cresce in tutte le stagioni dell'anno (lino annuale, primaverile, estivo). Per ottenere una fibra tessile lunga si semina molto fitto.I. La raccolta va effettuata in momenti diversi a seconda del prodotto che si vuole ottenere. Se si vuole conseguire una fibra molto fine, si raccoglie quando il fusto è ancora verde e il frutto è appena formato; si ricava una fibra sottile ma poco resistente, che è chiamata lino azzurro. Se si vuole ottenere una fibra molto ...

... molto resistente ma meno fine, la raccolta va effettuata quando il frutto è giallo-verdastro e il fusto giallo, ed è chiamato lino bianco. Se si vuole ottenere una fibra molto resistente ma molto grossolana, si raccoglie quando il frutto è di colore bruno e lo stelo giallo scuro. Il colore della fibra è greggio, ecrù. La raccolta ha luogo estirpando lo stelo dal terreno, in modo da assicurare la massima lunghezza utile della fibra: in passato gli steli venivano laboriosamente strappati a mano, mentre oggi l'operazione è completamente meccanizzata, rendendo così il raccolto meno faticoso e indipendente dalle condizioni atmosferiche. II. Segue la macerazione, un processo naturale, che serve, grazie all'azione dei batteri che proliferano negli steli stessi, a disgregare (sciogliere) le sostanze gommose (pectina) che avvolgono le fibre cellulosiche alla paglia. La macerazione può avvenire a terra, sui campi medesimi, dopo l'estirpazione (lino greggio) oppure in vasche piene d'acqua (lino bianco). III. Questa azione è poi seguita dalla gramolatura, che ha lo scopo di asportare le capsule contenenti i semi, e dalla stigliatura che separa meccanicamente le fibre tessili dai fusti macerati. Quando il trattamento era manuale, tali operazioni avvenivano in due fasi distinte; oggi il trattamento si compie, in un unico passaggio, nella strigliatrice a turbina. Il lino di "lungo tiglio" che ne deriva deve essere pettinato in modo da eliminare le parti più corte e le impurità, riunendo le fibre, parallele fra loro, in nastri o tops da filatura.Come per tutte le altre fibre tessili, la filatura del lino consta essenzialmente di due operazioni principali: prima l'accoppiamento e lo stiro, che forma lo stoppino, poi la filatura vera e propria. Nel caso del lino la filatura può avvenire in due modi distinti: ad umido ed a secco. La filatura a umido è detta così perché lo stoppino viene immerso in acqua prima di essere stirato o allungato; in tal modo si ammorbidiscono le sostanze che tengono unite le singole fibre, permettendo a queste ultime di scorrere l'una sull'altra, per formare un filato fine e regolare, nonché più resistente, lucido e liscio. Con i filati prodotti a umido si realizzano i tessuti di migliore qualità, utilizzando titoli che vanno da Nm. 10 a Nm. 90. La filatura a secco usa normalmente i sottoprodotti delle fasi di stigliatura e di pettinatura: le fibre vengono raddrizzate e rese parallele da una carda, che produce un nastro, successivamente stirato e filato come nel procedimento a umido: con la differenza che durante l'operazione finale lo stoppino non viene immerso in acqua. Il lino filato a secco è più peloso e grossolano di quello filato ad umido, e i titoli metrici vanno da meno di 1 a circa 12 (in questo caso le applicazioni prevalenti sono le tappezzerie murali, i tessuti d'arredamento, gli strofinacci, oltre a particolari tessuti d'abbigliamento di aspetto rustico ed a tessuti tecnici per usi industriali).Il lino viene miscelato sia con fibre naturali sia con fibre chimiche. Questo permette di ottenere, da un lato, l'aspetto tipico del lino e, dall'altro, il miglioramento delle proprietà intrinseche e delle caratteristiche di conservazione delle fibre di lino. Le fibre di lino corte vengono filate in mischie con cotone, lana, viscosa, poliestere o fibre acriliche.A livello mondiale il lino da fibra viene per l'80% dalle superfici coltivate nella CSI. Altri produttori sono il Belgio, Rep. Ceca, Austria, Francia, Germania, Irlanda, Polonia, Scozia, Nuova Zelanda. Qualche coltivazione del lino anche in Canada e negli Stati Uniti finalizzata però alla raccolta dei semi da cui si ricava l'olio usato nelle pitture e vernici o come additivo nelle pelli (per la produzione dei semi la pianta deve giungere alla massima maturazione, rovinandone il valore come fibra tessile). CARATTERISTICHE: Composto al 70% da cellulosa, è la più resistente delle fibre vegetali, avendo una tenacità che varia tra i 15 ed i 25 gr. Fibra praticamente inestensibile avendo un allungamento a rottura del 1,6% a secco; perciò i tessuti di lino si sgualciscono facilmente e non riprendono la piega che dopo la stiratura. E' altamente igroscopico (quindi assorbe l'umidità) ed ha un ottima conducibilità termica, perciò produce a contatto della pelle la sensazione di freschezza caratteristica, consentendo un microclima ideale d'estate. E' una fibra antistatica, cioè non trattiene le cariche elettriche accumulate sulla sua superficie. E' anallergico. Per successivi lavaggi perde progressivamente la rigidità (insieme con gli ultimi residui della lignina e di sostanze pectiche), diviene molto lenta di mano ma anche fragile e si logora facilmente. E' una fibre insensibile all'invecchiamento.IMPIEGHI: all'85% utilizzate per abbigliamento e per tessili uso domestico ed al 15% per altri impieghi tessili. Il lino azzurro è impiegato per merletti e ricami.CODICE TESSILE: LI (EURATEX) - HL - Misto lino (EURATEX). francese: lin inglese: linen tedesco: leinen spagnolo: lino






***************

IL COTONE -dalla piantagione al tessuto- di Massimo Moretti
DOWNLOAD Glossario Tessile

Questa Definizione è stata vista n° 114 Volte


Cerca ancora




 

 

 

 

 

 

Utenti connessi: 61 | Sei il visitatore n° 3465
© Copyright -All Reserved. | Email |