CARDATURA



La CARDATURA ha la funzione di completare l'apertura e la pulitura del cotone iniziata in fase di apertura; dalla cardatura si ottiene la separazione delle fibre sino alla singola unità, le fibre si raccolgono in un velo e vengono poi condensate in un nastro, entro il quale si dispongono disordinatamente e solo il 50% circa sono disposte lungo l'asse del nastro.

L'azione di cardatura si effettua per mezzo di guarnizioni a punte di acciaio che ricoprono gli organi cardanti; sono condizioni per l'efficacia della cardatura l'inclinazione delle punte, la velocità e la direzione in cui le guarnizioni si muovono l'una rispetto all'altra; perché ci sia cardatura occorre che l'inclinazione delle punte degli organi cardanti sia contrapposta ed inoltre un organo ruota molto velocemente (Tamburo sino ai 600 giri/minuto, con una velocità periferica vicina ai 150 km/ora.), mentre l'altro lentamente (Cappelli).

Le guarnizioni attualmente in uso sono quelle di tipo rigido, con forme e densità di punte per unità di superficie diverse ed adeguate alle diverse caratteristiche del materiale da lavorare.


I denti delle guarnizioni devono possedere una adeguata superficie di taglio, senza la quale la quale l’azione di cardatura produrrebbe il danneggiamento delle fibre, con formazione di molti piccoli grovigli di fibre (naps) o di piccoli bottoni (neps); è pertanto necessario procedere periodicamente all'operazione di molatura per ravvivare il taglio.

Le moderne carde sono definite ad alta produzione; naturalmente il livello di produzione è correlato con la delicatezza delle fibre in lavoro, che non si devono assolutamente danneggiare.

A titolo indicativo. una carda produce sino a 40 Kg/ora con un cotone tipo america pettinato e sino a 60 Kg/ora con un cardato.

La carda produce un nastro e quindi da questa fase si comincia ad applicare la titolazione con il sistema inglese; il nastro carda è generalmente di Ne 0,1 2.

La carda viene alimentata dai fiocchi provenienti dalla linea di apertura/battitura che si depositano nel serbatoio di raccolta, il cilindro di alimentazione fa avanzare il tappetino di fibre sino alla presa del cilindro introduttore (briseur) con guarnizione a dente di sega, che opera una pulizia e separazione delle fibre grossolana agendo su una griglia sottostante.

La vera azione cardante inizia quando dall'introduttore le fibre passano al tamburo, che ruota a velocità elevata e sul quale si muovono i cappelli a velocità molto lenta.

Dal tamburo, le fibre passano al cilindro scaricatore (doffer) e dallo stesso vengono staccate, mediante appositi cilindri, sotto forma di velo, che viene condensato in nastro; il nastro viene depositato a spirale in un vaso per le successive operazioni.

 



Per una ottimale azione di cardatura, che assicuri un adeguato livello di pulizia senza danneggiare le fibre, premesso che nella scelta si è operato al meglio in relazione alla materia prima da lavorare, si agisce sostanzialmente su due aspetti:

- la registrazione della distanza tra gli organi lavoratori della carda;

- la manutenzione delle guarnizioni, attraverso la loro molatura periodica e sostituzione.





La registrazione delle distanze é operazione molto delicata, in particolare quella tra tamburo e cappelli zona in cui si effettua la principale azione cardante, attraverso 4-5 punti di registrazione. Le distanze si misurano in millesimi di pollice inglese, con valore di 8 millesimi nella registrazione manuale a freddo, clic si possono ridurre anche a soli 5-6 millesimi per effetto sia dello stato dinamico. che della dilatazione termica; per garantire la qualità e ricercare un incremento produttivo ulteriore è allo studio un sistema di registrazione dei cappelli allo stato dinamico mediante l’utilizzo della elettronica, con il vantaggio di eliminare i rischi di danneggiamento incontrollato delle fibre e di usura delle guarnizioni.




La manutenzione delle carde consiste in particolare nel garantire che ogni dente delle guarnizioni abbia capacità di “taglio”, senza sbavature; si deve considerare che ogni guarnizione ha una sua vita. normalmente correlata al la quantità di cotone lavorato. intervallata da interventi di molatura per ravvivarne il taglio.



Considerando la vita della Guarnizione pari al passaggio di 400.000 kg. alla produzione oraria di 40 kg. la sostituzione delle guarnizioni si effettua ogni 420 giorni lavorativi di 24 ore.

 



Gli intervalli di rimolatura, dopo il montaggio a nuovo. possono venire collocati come segue:

KG. giorni

- prima 100.000 105

- seconda 190.000 200

- terza 280.000 290

- quarta 350.000 370 sostituzione a 400.000 kg.



Normalmente la sostituzione delle guarnizioni riguarda contemporaneamente cappelli, tamburo e doffer, mentre la guarnizione del briseur viene sostituita con maggiore frequenza.

 



ALIMENTAZIONE CARDA




ORGANI PRINCIPALI DELLA CARDA












STIRATURA



Lo STIRO associato all'ACCOPPIAMENTO di nastri ha le seguenti funzioni:

- parallelizzazione delle fibre;

- eliminazione degli “uncini” che caratterizzano le estremità delle fibre dopo cardatura;

- regolarizzazione dei nastri per quanto riguarda sia la regolarità lineare, che la miscelazione delle fibre componenti (lotti diversi o fibre diverse);



- affinamento progressivo del titolo Ne.





La macchina utilizzata è lo STIRATOIO, sul quale si eseguono due passaggi per il ciclo CARDATO. mentre per il ciclo PETTINATO si esegue un passaggio di prepettinatura ed uno di postpettinatura.

Lo STIRATOIO moderno è un monotesta (un solo nastro d. uscita per macchina) capace (li una velocità di uscita sino a 1.000 mt/min.

E' costituito da cantra di alimentazione per accoppiamento sino ad 8 nastri di entrata, dalla CILINDRATA di STIRO costituita normalmente da un sistema di 4 cilindri inferiori in acciaio e da 3 cilindri di pressione rivestiti in gomma, da un CONDENSATORE e DISTRIBUTORE nel vaso del nastro in uscita.

STIRATOIO



Oltre alla regolarizzazione indotta dall'accoppiamento dei nastri, lo stiratoio è dotato di un sistema di AUTOREGOLAZIONE; prima dell'ingresso nel campo di stiro i nastri vengono condensati in un dispositivo a rulli che “sente” la massa entrante, trasmette le variazioni al computer di bordo e, attraverso il servomotore, aumenta o diminuisce lo stiro nel secondo campo, per mantenere il più costante possibile il titolo.

Nella fase di stiro si accoppiano normalmente 8 nastri per ogni passaggio, con un titolo in uscita attorno a Ne 0,12; ad ogni rottura di nastro, sia in alimentazione che in uscita, lo stiratoio si ferma; il cambio dei vasi pieni avviene automaticamente.

L’operazione di STIRO è fondamentale per la regolarità del filato da produrre; lo stiro è comandato dai cilindri in acciaio accoppiati ai CILINDRI di PRESSIONE superiori rivestiti in gomma sintetica.

I cilindri di pressione si diversificano in relazione al tipo di macchina cui sono destinati cambiano quindi sia le dimensioni che il tipo di mescola e di durezza della gomma utilizzata.



La durezza della gomma si misura in gradi shore e viene testata con un apparecchio chiamato durometro. in filatura si passa da una gomma molto morbida (65° shore) ad una molto dura ( 90° shore) in relazione alla delicatezza della materia prima ed al titolo da filare.

I cilindri di pressione arrivano alla filatura gia calzati sui loro supporti ed al diametro iniziale previsto; nel corso della lavorazione, per effetto dell’attrito si genera un consumo della gomma e si rende necessari a 1 operazione di rettifica.

L’intervallo di rettifica è in funzione della fibra lavorata, della velocità di rotazione, della durezza della gomma (gomme più morbide richiedono rettifiche più frequenti).

Naturalmente se i cilindri risultano scalfiti da uso improprio di attrezzi vanno rettificati subito.

L’operazione di rettifica viene eseguita facendo passare il cilindro su mola di “grana” appropriata, asportando 2-3 decimi di millimetro ad ogni rettifica, curando che la superficie risulti perfettamente liscia; nel caso di bracci pendolari con copia di cilindri, l’operazione deve essere contemporanea in modo che ci sia perfetta calibratura tra i due.



Su appositi apparecchi dotati di comparatore viene controllata sia l’eccentricità, che la uniformità del diametro su tutta la lunghezza del cilindro, con tolleranze molto strette, quantificabili nell'ordine di 1-2 centesimi di millimetro.



Uno dei problemi presenti in filatura è rappresentato dalla formazione di avvolgimenti di fibre sui cilindri, in particolare su quelli di pressione rivestiti di gomma; per ovviare parzialmente questo inconveniente, prima di mettere in lavoro i cilindri dopo la rettifica, vengono effettuati trattamenti che inducono un invecchiamento superficiale della gomma mediante irraggiamento o applicazione di solventi.

Nell’intervallo tra le sostituzioni, in concomitanza con la manutenzione periodica della macchina, è consigliabile procedere ad una pulizia dei cilindri che risultano contaminati da avvivaggi, cere, residui di fibre, polveri, mediante un blando lavaggio con acqua tiepida, seguito da un’efficace risciacquo; da evitarsi assolutamente l’uso di solventi.






STIRATOIO AUTOREGOLATO


 

 

 

 

 

 

Utenti connessi: 1576 | Sei il visitatore n° 133
© Copyright -All Reserved. | Email |