NASTRI, STOPPINI, FILATI


INDICATORE DI NEPS E PARTI VEGETALI ESTRANEE La prova viene effettuata con un apparecchio carrellato che si porta vicino alla macchina da controllare; viene alimentato con nastro di carda (anche di pettinatrice) e determina la quantità di neps di diametro superiore a 0,5 millimetri e la quantità di materiale estraneo ancora presente.

Il nastro passa sotto l'azione di una cardina che lo apre, separando la parte estranea e convogliandola in un cassettino per la successiva pesatura, mente sensori a fotocellula leggono il numero di neps di diametro superiore a 0,5 millimetri.

TITOLAZIONE SU NASTRO - Si prepara un provino, generalmente di 10 metri di nastro, mediante un aspino a tamburello e lo si pesa su una bilancia "romana" con scala opportunamente graduata per la lettura diretta del titolo Ne.

SCARTO ALLA PETTINATRICE - Per determinare la percentuale di scarto effettivo in fase di pettinatura, si utilizza una bilancia differenziale.

Nella stessa unità di tempo ed in contemporanea si raccoglie da una parte il nastro prodotto dalla pettinatrice e dall'altra la quantità di cascame scartato; i due campioni si collocano sui due ganci della bilancia differenziale e sulla apposita scala si legge direttamente il valore.
 


REGOLARITA’ DI NASTRI, STOPPINI, FILATI - Il materiale viene fatto passare in un regolarimetro elettronico che “vede” e registra le variazioni di sezione attraverso un condensatore di misura, le quantifica con un valore di irregolarità, le traccia su un diagramma e, mediante un integratore ed uno spettrografo, traccia lo spettrogramma da cui si ricavano le lunghezze d'onda dei difetti periodici.


Dall'esame di questa documentazione, il tecnico è in grado di definire eventuali interventi correttivi.

Nelle figure sono illustrati, in successione, diagramma, spettrogramma. Per i filati si utilizza anche un sistema di controllo visivo utilizzando un apparecchio PLANOFIL, costituito da un distributore del filo a spire parallele su tavola nera conica: la conicità mette in rilievo i difetti periodici.

RESISTENZA DEI FILATI - L'apparecchio che si utilizza per determinare la resistenza è il dinamometro; una lunghezza di filato di 50 centimetri viene fissata tra due morsetti, di cui uno mobile che si sposta sino a rottura del filo.

Viene letto il valore di carico di rottura in grammi, che può venire trasformato in lunghezza di rottura in kilometri e la percentuale di allungamento, che è indice di elasticità.

PROVA DI TITOLO- Per provare il titolo occorre formare dei filzuoli di filato su aspino elettrico del tipo di quello in figura ed a lunghezza determinata; il filzuolo si può pesare sulla tradizionale “romana” o, preferibilmente, su bilancia elettronica con registrazione automatica dei dati, calcolo della media e del coefficiente di variazione.

PROVA DI TORSIONE - Viene utilizzato il torsiometro, su cui si applicano ai morsetti campioni di filo di 50 centimetri.

Per filati unici si utilizza il metodo della detorsione e successiva torsione sino al valore di partenza (naturalmente il valore letto viene diviso per due); per i filati ritorti si procede alla sola detorsione sino a rendere paralleli i singolo fili componenti.
 


PROVE DI SCORREVOLEZZA DEL FILATO - Nelle lavorazioni dei settori maglieria e calzetteria è importantissimo che, per l'andamento in macchina e per la regolarità delle taglie dei capi, il filato utilizzato sia il più uniforme possibile anche sotto l'aspetto della scorrevolezza che viene data con l'operazione di paraffinatura.

L'apposita apparecchiatura, è costituita da appositi rulli che sentono il grado di resistenza che il filo offre allo Scorrimento, lo trasformano in valore numerico e lo registrano su computer per le conseguenti valutazioni.


 

 

 

 

 

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